Volemia: “Eh?” – il disco di esordio della band lombarda, tra sonorità heavy-psych-stoner – New Model Label 2016

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Volemia – Eh? – il disco di esordio della band lombarda, tra sonorità heavy – psych – stoner – in CD e digitale da New Model Label / Tikka Music – dal 9 dicembre 2016

“L’ebbrezza del vuoto” – il primo video: https://www.youtube.com/watch?v=oesbl4suWOA&t=16s

Una giovanissima band della provincia di Varese, insieme dal 2009, ovvero dall’età di 14 anni, ed ora dopo anni di prove, sperimentazioni, esperienze live, arriva il primo disco ufficiale, in cui emerge la passione per sonorità aggressive e rumorose, ispirate ai classici degli anni ’70 sia a sonorità anni ’90. Un suono heavy e psichedelico, con tonnellate di distorsione, riff serrati, sonorità vintage, come alcuni gruppi della scena di Seattle prima che la parola “grunge” diventasse di uso comune e che si perdesse qualcosa dell’energia e dello spirito originario. I brani di “Eh?” sono stati scritti in circa un anno, nati in sia in una jam come sia come contributo dei singoli membri, mentre gli arrangiamenti sono realizzati tutti in maniera collettiva. I testi sono volontariamente visionari, più descrittivi che narrativi, emozioni e sensazioni che si mischiano alla musica, lasciando spazio a diverse interpretazioni. Una particolare attenzione è dedicata agli arrangiamenti, dove al tradizionale impianto rock ispirato la band ha aggiunto synth, djambé e altri strumenti di accompagnamento. “Eh?” è stato  suonato tutto in presa diretta per mantenere l’energia e lo spirito live della band e registrato nello studio “La Sauna” di Varese, con mix di Andrea Cajelli e mastering di Andrea De Bernardi presso Eleven Mastering.

Formazione: Michele Quaranta: voce, basso / Lorenzo Amadori: batteria, synth / Claudio Corradi: chitarre, seconda voce

Tracklist: 1. Mammut / 2. In Fuga / 3. Niagara / 4. L’ebbrezza del vuoto / 5. Rovere / 6. Ficus / 7.  È colpa mia / 8. Keef (una teoria da paranoide) / 9. Colto dal panico / 10. Dammi un la

“Eh?” – l’album traccia per traccia raccontato dalla band:

Mammut “I propri istinti, i sentimenti più puri repressi per adeguarsi ad un contesto esterno. Immaginazioni troppo vivide e pensieri scomodi spinti sempre più in basso nel proprio inconscio. Una forte implosione”

In fuga “Tutto sta nel ritmo: un salto nella vita, nei sogni, verso l’ignoto. Un cambio continuo, scelte da affrontare con la giusta dose di incoscienza, dove l’incertezza regna sovrana. É solo il corso naturale delle cose, é come se tutto dovesse andare così. Ma non si sa”

Niagara “Un’inevitabile resa dei conti attende ognuno di noi: come ci sentiamo al nostro posto? Siamo davvero ciò che facciamo? Avere domande come queste nella testa è complicato, si può reagire in tanti modi, gli stati d’animo si tirano in mezzo l’un l’altro. Continuerà”

L’ebbrezza del vuoto “Atmosfere surreali dell’esistenza, situazioni difficili da immaginare le quali accadono, irreversibilmente. Istinto incontrollabile di dare un senso ad ogni cosa, persino alle più casuali. Che sia lineare o circolare, il tempo va in un senso solo”

Rovere “Le parole delle persone sono un tipo di musica. Ognuno parla la sua melodia, con il suo ritmo, mischiando la sua voce con quella di amici, sconosciuti, creando sinfonie cittadine, statali, continentali, fino alla barriera del suono. E poi il rovere é bello”

Ficus “Smarriti nel tutto, da soli in mezzo alla gente, pieni di vuoto. Gli occhi guardano soltanto fuori. Era un sogno o era vero? Un dubbio fastidioso. Sospesi tra realtà e mondo delle idee”

È colpa mia “Crescita a furia di errori. Una corsa con svariati incidenti, gente che si calpesta a vicenda. Sbagli nascosti, usati come armi, punire fuori per non farlo dentro. Fondamenta instabili”

Keef (una teoria da paranoide) “Odiare l’odio e amare l’amore. Odiare l’amore e amare l’odio. Mangiare il cibo e bere l’acqua. Mangiare l’acqua e bere il cibo. Per quanto riguarda le prime due frasi, entrambe hanno senso. La terza sta in piedi, la quarta proprio no. L’uomo fa ciò che vuole con odio e amore”

Colto dal panico “Follia tu sei ovunque. In preda al panico, colto. La chiarezza potrebbe essere voluta”

Dammi un la “In certe occasioni la pioggia viene benedetta, in altre maledetta. Ci sono giorni più felici, e altri più tristi. Ma il sole non tramonta mai senza lasciare posto alla luna, l’universo non finisce mai di mutarsi, e non c’è energia in esso che possa spegnersi: si può affievolire, amplificare, ma non si può far finire”

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La Redazione