Sonic Youth: “Goo” 1990

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Formatisi nel 1981 a New York, i Sonic Youth ripresero i suoni dissonanti dei Velvet Underground adattandoli al noise sperimentale della no wave newyorkese. Dopo aver studiato i suoni di un chitarrista d’avanguardia come Glenn Branca, dove militavano Thurston Moore e Lee Ranaldo, il gruppo affinò il suo sound rendendolo unico e creando dei piccoli capolavori apprezzati dalla critica come “Evol”, “Sister” e “Daydream Nation”.
“Goo” fu pubblicato da una major ma non divenne un successo commerciale. Nonostante ospiti d’eccezione e una copertina ad opera di “Raymond Pettibon” che evidenziava la passione per il gruppo per le avanguardie artistiche. Un anno dopo l’uscita di “Goo”, il regista Dave Markey andò in Europa con la band e realizzò un documentario: “1991: the year that punk broke”, testimonianza affascinante e caotica di un’epoca in cui Sonic Youth, Nirvana e Dinosaur Jr. si ritrovarono sul punto di diventare delle star internazionali.

Anche se i critici hanno sempre considerato “Daydream Nation” il vero capolavoro della Gioventù Sonica, “Goo” è una sorta di testimonianza sul fatto di come una band underground o indipendente possa uscire per una major e rimanere intatta sia nelle intenzioni che nello spirito e ottenere consensi e un pubblico più ampio e riconoscente.
Ascoltare brani come: “Kool Thing”, “Tunic” e “Scooter and Jinx”, sperimentali nelle trame e nei suoni ma quasi accessibili in termini di canzoni, evidenzia la grandezza di questo disco.

 

 

La Redazione