MOSEEK: “Gold People” ed altre storie.

COVER MOSEEK

Intervista ai MOSEEK (nella persona di ELISA, front woman della band)

Ciao ragazzi, come è nata l’idea di formare il vostro gruppo e di chiamarlo MOSEEK? Ha un significato particolare il nome? 

Il nome Moseek nasce un giorno casualmente mentre ero al telefono con un mio amico che ci aveva organizzato un concerto. Mi chiese il nome della band appena formata ed io spontaneamente dissi “Guarda, ora cerco e ti dico”. Poi sempre al telefono ho pensato “Mo= ora e seek= cercare” e ho detto:  “Scrivi Moseek, alle brutte lo cambiamo!”. Invece, Moseek è rimasto!

GOLD PEOPLE è il titolo del vostro album. I brani come nascono di solito? Quale è il vostro approccio alla musica che create?

Generalmente scrivo le canzoni di getto, partendo da un groove che ho in testa insieme ad un concetto collegato ad una melodia.  Porto in sala il pezzo voce e chitarra oppure voce e piano insieme a qualche registrazione di idee di batteria, di cori registrati (rigorosamente) su cellulare. Tutti e tre insieme curiamo l‘arrangiamento e i suoni. Per il disco Gold People abbiamo lavorato insieme al nostro produttore artistico MEID.

L’album è fuori da pochissimo. Come sta andando? Quali sono le vostre aspettative?

Stiamo cercando di seminare per bene, facendo tanti concerti in giro, che è il vero e proprio biglietto da visita per farsi conoscere. Ci aspettiamo di ascoltare la gente in giro che canticchia le nostre canzoni.

Avendo partecipato ad X FACTOR cosa pensate dei TALENT SHOW? Cosa c’è di vero in quello che abbiamo visto in TV? 

Per quanto ci riguarda quello che si è visto in TV è tutto vero. Siamo sempre stati noi stessi, musicalmente parlando e anche dal punto di vista personale, cioè del modo di vivere l’intero percorso. Il talent è utile e positivo in relazione a come lo vivi e a quello che proponi sul palco e aiuta ad arrivare ad un numero di persone molto vasto. Ovviamente poi sta al singolo artista cogliere l’attimo e lavorare per mantenere la visibilità che la tv porta. L’importante è non vivere l’esperienza televisiva come l’obiettivo, ma come un mezzo per poter iniziare a lavorare.

Quali sono i vostri ascolti? In questo periodo c’è un ritorno al VINILE. I dischi che portereste con voi sempre e ovunque e che vi hanno cambiato la vita quali sono?

Siamo cresciuti con i Muse, Radiohead, The Police, NIN, e Skunk Anansie, ma ci sono dei dischi che ci hanno veramente cambiato la vita e sono “The Golden Age” di Woodkid,,  “An Awesome Wave”  degli Alt j, “Cerimonials” di Florence and the Machine,  “Mezzanine” dei Massive Attack.

Ascoltando GOLD PEOPLE la prima impressione che ho avuto è che ha un sound molto particolare, elegante e coinvolgente. Le melodie dei brani sono in un certo senso romantiche e questo vi caratterizza rendendovi riconoscibili. Quanto della vostra vita e della vostra personalità c’è nella musica e nei testi di GOLD PEOPLE?

La musica è necessariamente fisiologica, perché ogni canzone è un momento della nostra vita. Nelle canzoni c’è sempre un’alternanza tra sarcasmo e malinconia insieme a “motivetti felici”. Queste contraddizioni in musica rappresentano un po’ la mia personalità di Elisa, il modo in cui affronta le cose, stempera sempre la “gravità” delle vicende che raccontano i testi con un sorriso ironico.

Quali sono, secondo voi, i pregi e i limiti della scena musicale italiana? Perchè alcune cose stentano a decollare e la scena live in alcune città lascia molto a desiderare…. eppure gli spazi ci sono e anche le persone? 

Come ogni paese anche l’Italia ha tanti pregi e difetti, non siamo daccordo con il pensiero comune che gli italiani non capiscano niente di musica, e che non ci sia interesse nel fare cultura musicale. Diciamo che abbiamo tanti esempi dall’estero che stiamo cercando di seguire, a piccoli passi, ma la voglia c’è. La gente in Italia va ai concerti, riempie gli stadi e ascolta tanta musica. E’ anche vero che solo un determinato genere di musica fa numeri, quello veicolato dalle grandi case discografiche, ma anche in questo c’è una sorta di controtendenza. Ci vuole tempo. Ma siamo fiduciosi.

Venice and Paris è accompagnato da un video girato nel traffico dove succedono tante cose. Pensate che la musica sia un modo efficace per superare le ansie e lo stress di tutti i giorni?

Come dice la sarta che si prende cura dei vestiti di Elisa, una signora di 85 anni in gambissima e che ha sempre lo stereo acceso, la musica è terapia. Lo è per chi la ascolta e per chi la scrive.


Chi sono “Le Persone d’Oro” oggi per VOI?

Rispondiamo ricordando il momento in cui abbiamo scelto il titolo del disco. Era più o meno aprile 2015, il disco sarebbe uscito in quel periodo se non ci fosse stato xfactor. Avremmo dedicato il nostro lavoro alle persone importanti della nostra vita e immaginavamo sognanti le persone che avrebbero ascoltato le nostre canzoni. Il numero di queste persone è bello consistente oggi, sono proprio loro i “destinatari” a cui dedichiamo l’album, il pubblico che ci segue, che ci sostiene, senza il quale i Moseek non avremmo motivo di esistere.

La musica è molto “SOCIAL”. Facebook, Twitter….riescono a far arrivare in breve tempo notizie, foto, live, ed altro in tutto il mondo. Riuscite a mantenere il contatto con i vostri FOLLOWERS e FAN in giro per l’universo?

E’ un rapporto che coltiviamo quotidianamente, è proprio il discorso che facevamo prima, ogni persona che ascolta la nostra musica, che viene ai nostri concerti, va “coccolata” , è un segno di gratitudine che ci fa stare bene.

GRAZIE per la disponibilità e a presto per la recensione del disco.

Giuseppe Bellobuono (Dj Joe Flanger)